| 27 Agosto 2009
La nascita del tè si fonda su di una leggenda vecchia di 5000 anni, che vede protagonista l'Imperatore cinese Shen Nung, conosciuto anche come Contadino Divino per il suo grande interesse nel campo dell'agricoltura. Durante le sue sedute di preghiera, a causa della sua maniacale attenzione alla propria igiene, Shen Nung era solito bere acqua di fonte bollita.
Un giorno il vento fece cadere alcune foglie di Camelia all'interno dell'acqua bollente che Shen Nung stava per bere, rivelando all'Imperatore aromi e fragranze uniche e molto piacevoli. Assaggiata la nuova bevanda, Shen Nung si sentì pervaso da una sensazione di benessere generale.
Iniziò da lì l'interesse di Shen Nung per quella pianta, che iniziò a studiare e coltivare, testando nuovi metodi di preparazione e migliorandoli di volta in volta. Nacque il tè.
Da quel giorno di 5000 anni fa, la metodologia di preparazione del tè si diramò in tre principali scuole di pensiero, che in ordine cronologico si identificavano in quelle del tè bollito, sbattuto e infuso.
La Dinastia cinese Tang usava dapprima essiccare le foglie di tè, per poi comprimerle fino a creare un solido blocco. Al momento dell'utilizzo, era necessario staccare la quantità desiderata per poi frantumarla con l'ausilio di un piccolo mortaio. Dopo di ciò, il tè triturato veniva fatto bollire in acqua insieme ad alcuni ingredienti.
Questa tecnica di preparazione durò fino al X° secolo, quando la dinastia Sung iniziò a triturare le foglie di tè, la cui polvere risultante veniva letteralmente sbattuta con un frustino nell'acqua bollente. A quel tempo il tè assunse molta importanza, anche economica, non a caso veniva utilizzato come moneta di scambio.
800 anni fa, la dinastia Ming introdusse la tecnica dell'infusione, largamente in uso ancora oggi nel mondo occidentale: le foglie venivano fatte essiccare e poi lasciate infondere in acqua calda.
La prima popolazione europea a conoscere il tè fu quella dei Portoghesi, che nel XVI° secolo esplorarono il Giappone. Solo il secolo successivo fu importato in Europa dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali: fu subito un grande successo. Divenne popolare in Francia ed in Olanda, per poi diffondersi anche in Gran Bretagna, di cui oggi è diventato il simbolo.










