La Storia del Tè

 

La nascita del tè si fonda su di una leggenda vecchia di 5000 anni, che vede protagonista l’Imperatore cinese Shen Nung, conosciuto anche come Contadino Divino per il suo grande interesse nel campo dell’agricoltura. Durante le sue sedute di preghiera Shen Nung era solito bere acqua di fonte bollita.
Un giorno il vento fece cadere alcune foglie di Camelia all’interno della sua acqua bollente, rivelando all’Imperatore aromi e fragranze molto piacevoli. Assaggiata la nuova bevanda, Shen Nung si sentì pervaso da una sensazione di benessere generale e così iniziò a studiare e coltivare quella pianta, testando nuovi metodi di preparazione e migliorandoli di volta in volta. Da quel giorno di 5000 anni fa, la metodologia di preparazione del tè si specializzò in tre principali scuole di pensiero, che in ordine cronologico si identificavano in quelle del tè bollito, sbattuto e infuso.
La Dinastia cinese Tang usava dapprima essiccare le foglie di tè, per poi comprimerle fino a creare un solido blocco. Al momento dell’utilizzo era necessario staccare la quantità desiderata per poi frantumarla con l’ausilio di un piccolo mortaio. Dopo di ciò, il tè triturato veniva fatto bollire in acqua insieme ad alcuni ingredienti.
Questa tecnica di preparazione durò fino al X secolo, quando la dinastia Sung iniziò a triturare le foglie di tè, la cui polvere veniva letteralmente sbattuta con un frustino nell’acqua bollente. A quel tempo il tè assunse molta importanza, anche economica, non a caso era utilizzato come moneta di scambio.
800 anni fa, la dinastia Ming introdusse la tecnica dell’infusione, largamente in uso ancora oggi nel mondo occidentale: le foglie venivano fatte essiccare e poi lasciate infondere in acqua calda.

La prima popolazione europea a conoscere il tè fu quella dei Portoghesi, che nel XVI secolo esplorarono il Giappone. Solo il secolo successivo venne importato in Europa dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali e fu subito un grande successo. Divenne popolare in Francia e in Olanda, per poi diffondersi anche in Gran Bretagna, diventandone uno dei principali simboli.