La Preparazione del Tè

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Non esistono regole rigorose per preparare una buona tazza di Tè, al riguardo infatti prestigiosi autori hanno opinioni diverse. Quelle che seguono sono le principali  linee guida, quelle più condivise.

L’acqua

L’acqua è molto importante e bisogna verificare che non abbia sapore. Noi non usiamo l’acqua del rubinetto ma la Lauretana liscia,  è un’acqua ideale, molto leggera, con basso residuo fisso a 180°.

La temperatura deve essere tra 90° e 95° gradi per i tè neri e gli Oolong, mentre varia da 70° a 85° per i tè verdi. In effetti ogni tè ha la sua temperatura ideale, soprattutto a proposito dei tè verdi giapponesi che passano dai 50°-60° gradi per un Gyokuro ai 95°-100° per un Bancha.

La teiera

Può essere di diversi materiali e a ciascuno di questi corrisponde la miglior “riuscita” di un tè. La terracotta, l’argento, il peltro e la ghisa sono particolarmente adatti ai cosiddetti tè “strong” (Ceylon, Assam, tè africani), mentre la porcellana è più indicata per tè più leggeri, come i verdi e gli Oolong. L’apice della perfezione consiste nell’avere una teiera per ogni tipo di tè: una per i tè verdi, una per quelli aromatizzati, una per i neri non affumicati e un’altra per gli affumicati.
La teiera va riscaldata prima di versarvi le foglie e l’acqua bollente, in maniera tale che le foglie possano sprigionare tutta la loro fragranza, la temperatura rimane elevata più a lungo e l’infusione riesce meglio.
Le foglie vanno poste nella teiera prima di versarvi l’acqua calda, lasciandole libere in modo che abbiano lo spazio necessario per aprirsi. Se si vuole usare un filtro, bisogna fare attenzione che sia sufficientemente spazioso per permettere l’espansione delle foglie.
La teiera non andrebbe mai lavata con detersivi (come ci ha sempre detto la mamma per la caffettiera), né asciugata all’interno, così da permettere la formazione di una patina che garantisce la riuscita ottimale del tè.

I Tè

La categoria dei tè è così varia che è quasi impossibile parlare di tutti, ci limiteremo quindi a fare una classificazione generale relativa ai momenti della giornata.
Ci sono tè per la mattina, il pomeriggio, la sera o per tutta la giornata. In linea di massima i tè verdi sono da evitare la sera, ma perfetti dopopranzo e nel pomeriggio.
Gli Oolong non si addicono alla prima colazione, al contrario dei tè neri che sono rinomati per la colazione e per i momenti della giornata in cui si sente la necessità di “tirarsi su”.
La dose consigliata è generalmente fornita dall’etichetta, anche se si possono calcolare circa due grammi a persona per i tè verdi e bianchi, mentre si arriva a tre grammi per quelli neri e gli Oolong.

La tazza

C’è chi dice che andrebbe riscaldata anche la tazza, ma non è una regola così largamente condivisa.
Gli Inglesi sostengono che non c’è nulla di meglio del tè bevuto da una “mug” (grande tazza di forma cilindrica), perché grazie alla sua forma la bevanda rimane calda più a lungo.
I Cinesi adorano bere il tè in piccole tazze di porcellana e sembra che il colore di moda in questi tempi in Oriente sia il bianco.
Personalmente penso che secondo l’umore, la situazione e il contesto fisico e spirituale, la scelta della tazza è in maniera assoluta un fattore soggettivo e personale.

Tempi di infusione

Il tempo d’infusione per un tè è il momento cruciale della sua riuscita.
I tè indiani e i Ceylon prevedono 3/4 minuti di infusione, salvo per il Darjeeling first flush per cui ne bastano 2/3, come per i tè neri africani.
I tè neri cinesi, invece, restano in infusione dai 5 ai 7 minuti.
Per quanto riguarda i tè verdi, i cinesi vanno lasciati nella teiera 3/4 minuti mentre i giapponesi, quelli in polvere, variano molto a seconda del tipo: ce ne sono alcuni che necessitano di appena 30 secondi di infusione, altri invece hanno bisogno di un minuto e mezzo o due.
Gli Oolong prevedono un’infusione di 5/7 minuti, mentre i tè bianchi a volte devono rimanere in infusione fino a 15 minuti.